Un nuovo modo
di essere veterinari
Una visione che mette al centro la qualità della vita e ridisegna il ruolo del medico, tra prevenzione, responsabilità e relazione.
Da un incontro, una nuova strada
L’inizio di una nuova visione
Tutto nasce dall’incontro tra due veterinari che condividono una stessa inquietudine: la professione sta attraversando uno dei momenti più delicati della sua storia.
Negli ultimi anni la Medicina Veterinaria è entrata in una fase di profonda trasformazione. A una domanda crescente di cure non corrisponde un numero sufficiente di professionisti. Cresce il carico di lavoro, aumenta lo stress, molti giovani faticano a riconoscersi in questa carriera e tanti professionisti maturi scelgono di allontanarsene.
In questo scenario prende forma una domanda radicale: è possibile immaginare un altro modo di fare il veterinario?
Nasce così l’idea di una Veterinaria parallela e complementare: meno centrata sull’urgenza e sulla riparazione, più orientata alla prevenzione e alla qualità della vita.
Oltre la medicina reattiva
Tradizionalmente si interviene quando il problema è già presente. È una medicina reattiva: fondamentale, ma spesso insufficiente.
La Veterinaria parallela e complementare affianca questo modello con un approccio proattivo. Non si limita a curare la malattia: lavora per prevenirla.
Significa:
- costruire percorsi di prevenzione personalizzati
- monitorare nel tempo lo stato di salute
- educare i proprietari a scelte consapevoli
- collaborare in modo continuo con le famiglie
L’obiettivo non è solo allungare la vita degli animali, ma migliorarne la qualità, rendendo più serena e consapevole la relazione con chi li ama.
Dalla visione alla realtà
Dall’incontro tra visione teorica e responsabilità imprenditoriale nasce un progetto concreto: trasformare questa idea in un modello.
Un sistema integrato in cui:
- il team multidisciplinare lavora in modo coordinato
- le competenze vengono valorizzate
- la prevenzione diventa parte strutturale del percorso di cura
- il dialogo con i proprietari è continuo
Non si tratta di sostituire la medicina tradizionale, ma di affiancarla con un approccio più sostenibile, meno stressogeno per i professionisti e più efficace nel lungo periodo.
È l’inizio di una nuova fase: una veterinaria che tutela la qualità della vita degli animali, dei loro proprietari e anche dei veterinari stessi.
Carta del nuovo medico veterinario
1
Centralità professionale — Il veterinario è il riferimento per il benessere animale; la professione si fonda sul diritto/dovere di tutelare la qualità della vita dei pet.
2
Medicina Proattiva — Adottiamo la MVP come strumento operativo, definendone principi e applicazioni in ottica olistica e interdisciplinare.
3
Syllabus Novi Veterinarii — Assumiamo il Syllabus come corpus delle conoscenze MVP che ci competono.
4
Equilibrio reattivo/proattivo — L’approccio proattivo deve trovare spazio adeguato e pari dignità rispetto a quello reattivo nella pratica quotidiana.
5
Sostenibilità professionale — Perseguiamo il bilanciamento vita-lavoro come condizione per esercitare bene e durare.
6
Entropia controllabile — L’alta entropia del lavoro veterinario non si vince con la sola resilienza: va gestita strutturalmente, anche attraverso la MVP OQdV.
7
Ricerca e formazione — Estendiamo il nostro ruolo a studio, divulgazione e formazione su benessere animale, rapporto uomo-animale e qualità della vita.
8
Consulenza istituzionale — Offriamo la nostra competenza a enti pubblici e privati per campagne educative, normative di settore, monitoraggio del rapporto uomo-animale e iniziative di bioetica.
9
Relazione VCPRM — Promuoviamo il dialogo con i clienti e lavoriamo per uno sviluppo armonico del rapporto veterinario-cliente-paziente.
10
Impegno fondativo — Sottoscriviamo questa Carta nel rispetto dell’autonomia professionale e della libertà intellettuale del Codice Deontologico.